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Il giardino giapponese
Il Giardino giapponese: tempo, regole, ritmi e simboli per riscoprire la natura.
I primi giardini giapponesi di cui abbiamo notizie (sec. V e VI) appartengono alle tipologie: reien (giardino dei tumuli funerari), yuniwa e oniwa (giardini sacri) e shima (giardino ad isola). Quest'ultimo era un giardino con stagni o laghetti, decorato con isole, rocce e alberi, nelle proprietà dei nobili. Successivamente i giardini più importanti si rifecero ai modelli di Cina e Corea, i primi che possiamo definire paesistici. In Giappone il giardino è, da sempre, espressione del rapporto tra uomo e natura.
Per capire funzioni e valori del giardino vi sintetizzo la descrizione, tratta dal romanzo 'Genji monogatari' di Murasaki Shikibu, di quello che succedeva quando il giovane signore arrivava in uno dei suoi palazzi: il giardino venne modificato in relazione all'uso degli ambienti che vi si affacciavano, venne deviato il corso di alcuni ruscelli, vennero aggiunte alcune piante; questo per creare immagini, colori, profumi e suoni da apprezzare da chi vi doveva soggiornare.
Da sempre, i giapponesi ritenevano che gli elementi del giardino (pietre, alberi, isole) fossero abitati dagli dei, la poetica di questi giardini si basa sul rapporto religioso con la natura attraverso la riproduzione dei suoi quattro elementi (montagne, fiumi, erbe, alberi) e nel dialogo con il paesaggio. La disposizione di ogni singolo elemento era pensata e interpretata per evitare influssi negativi di varia natura sulle costruzioni e sull'uomo.
Dal secolo XIV i giapponesi attraverso lo Zen, riescono a trasformare gli elementi naturali fino a tradurli in un linguaggio astratto e simbolico, i giardini vennero realizzati in tre tipologie principali:
- Shukkei (paesaggio in miniatura), sono giardini con i quali venivano rappresentati paesaggi e simboli facilmente riconoscibli (il profilo del Monte Fuji, il cono di sabbia nel Tempio Ginkaku-ji, le isole del Tempio Kinkaku-ji).

Credits: https://iginomarchesin.net/progetti/giardino-giapponese/
- Shakkei (paesaggio preso in prestito), consiste nel creare un legame visibile tra il giardino e il paesaggio circostante, che integra elementi di quest'ultimo all'interno del giardino.
Credits: http://robertketchell.blogspot.com/2013/06/borrowed-landscapes-shakkei.html
- Karesansui (giardino asciutto), tipico dei giardini contemplativi Zen.

Credits: https://mondodesign.it/giardino-zen-significato-utilizzo-elementi/
Qualunque sia la tipologia e l'estensione, i giapponesi hanno la necessità di mantenere il rapporto con la natura, anche nei casi di giardini molto piccoli o assenti:
- Tsuboniwa (giardino del cortile), sviluppato nello spazio rimanente tra edifici, chiuso su tre lati e il quarto è di solito una veranda.

Credits: https://tr.pinterest.com/pin/510947520203818282/
- Hakoniwa (giardino in miniatura), realizzato in un angolo dell'abitazione.

Credits: https://www.pinterest.it/pin/476537204320244232/
- Bonkei (paesaggio su un vassoio).

Credits: https://www.pinterest.ca/pin/475481673133621266/
- Bonsai (albero nanizzato).

Credits: https://dilei.it/lifestyle/bonsai-consigli-per-curarlo/532159/
- Ikebana (fiori viventi), composizioni di rami, foglie e fiori.

Credits: https://journalofbeautifulbusiness.com/seven-lessons-for-business-from-ikebana-722bc6f92d14
In ciascuno di essi è ricercata la capacità di dare tranquillità e un impatto estetico anche in spazi limitati, perchè la natura è essenziale alla felicità umana!

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